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La carta d’identità delle uova

Impariamo a leggere l’etichettatura obbligatoria riportata sul guscio

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La carta d’identità delle uova

Le uova sono un alimento naturale, proteico, energetico, ideale anche per chi non sa cucinare, considerato che non occorre essere grandi chef per cuocerle alla coque o in frittata. Ma non tutte le uova sono uguali.
Infatti, quelle provenienti da galline allevate al suolo e all’aperto, secondo numerose ricerche, sarebbero più ricche di vitamine B2 e B9. Come riconoscerle?
Le uova riportano sul guscio un codice formato da 11 caratteri alfanumerici, il primo dei quali indica il tipo di allevamento.

0 =uova da agricoltura biologica; indica allevamento all’aperto, al suolo con vegetazione, con una concentrazione di 1 gallina ogni 10 metri quadrati e con somministrazione di mangime biologico;

1=uova da l’allevamento all’aperto; in questo caso le galline sono libere di razzolare per alcune ore in un ambiente esterno, con una concentrazione massima di 1 gallina ogni 2,5 metri quadrati;

2= uova da allevamento a terra; le galline sono libere di muoversi all’interno di capannoni, su terreno cosparso in parte con granaglie, con una concentrazione di 7 galline per metro quadrato;

3 = uova da allevamento in gabbia; la produzione in batteria di uova prevede gabbie sollevate dal suolo con concentrazione di 25 galline per metro quadrato, la deposizione avviene direttamente in una macchina preposta alla raccolta.

 

Al numero iniziale seguono 10 caratteri: i primi due indicano il paese di produzione (IT nel caso dell’Italia), quindi tre numeri corrispondenti al codice ISTAT del comune in cui si trova l’allevamento; due lettere indicano la provincia di appartenenza del comune e gli ultimi tre numeri identificano l’allevamento stesso. Sotto al codice è apposto un ulteriore timbro, con indicata la data di scadenza o di deposizione (gg/mm). In merito va ricordato che per legge un uovo è considerato fresco nei primi 28 giorni dalla deposizione. 

PARLIAMO DI: uova, etichettatura, colesterolo,

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