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Il cardo, un valido epatoprotettore e antiossidante

Un ortaggio dietetico, tipicamente invernale, che ha pochissime calorie e un indice di sazietà molto alto. Consigliato a chi abusa di sostanze alcoliche

Il cardo, un valido epatoprotettore e antiossidante

Simbolo nazionale della Scozia, il cardo è un ortaggio tipicamente invernale che ha pochissime calorie e un indice di sazietà molto alto. Da gustare in Abruzzo nel brodo di cardo tipico nel periodo natalizio, c’è chi lo mangia sulla pizza come parmigiana o chi preferisce prepararci sfiziose insalate. Dal gusto che ricorda il sedano, la scorza bianca e il carciofo, la leggenda racconta che nell’anno mille una divisione di scozzesi si salvò da un agguato notturno da parte dell’esercito di re Haakon di Norvegia, in quanto un guerriero vichingo urlò dopo aver calpestato un cardo con un piede nudo. Le grida di dolore svegliarono gli scozzesi che, successivamente, scelsero di omaggiarlo commemorandolo addirittura sulle monete d’argento nel 1470 e, dagli inizi del SVI secolo, inserendolo nello stemma reale della Scozia.




Le sue proprietà
Epatoprotettore, il cardo è un parente stretto del carciofo le cui coste si lessano in acqua e succo di limone. Rivalutato come coltura da destinare alla produzione di biomassa per energia (cardo da energia), come il cardo selvatico, nella medicina popolare sono ancora diffuse le sue proprietà medicamentose. Le foglie di cardo rappresentano un serbatoio naturale di composti con spiccata azione disintossicante. "Agli estratti fogliari di cardo sono stati riconosciuti effetti antimicrobici, antiossidanti, anti-HIV (acido 1-3 dicafeilchinico), epatoprotettivi e coleretici, così come l’abilità di inibire il colesterolo LDL. Le ricerche più recenti – raccontano Salvatore Antonino Raccuia e Maria Grazia Melilli nel libro "Il carciofo e il cardo" (Script, pag. 450, euro 56,00) – hanno focalizzato l’attenzione sull’attività antiossidante degli estratti fogliari acquosi".


Come utilizzarlo per ricavarne un ottimo liquore
Il liquore di cardo selvatico p una bevanda alcolica della tradizione sarda. Di colore giallo paglierino e sapore piacevolmente amarognolo, spesso è confezionato in bottiglie di vetro trasparenti. Nella tradizione la base alcolica è rappresentata dall’acquavite di vinacce pure, senza aromatizzanti. Vengono utilizzati, per la preparazione di questo liquore, i cardi selvatici (gureu), raccolti freschi di solito in piena primavera, ripuliti dalla pellicola in infusione con l’acquavite per almeno 30 giorni, dopodiché si filtra l’estratto e il liquore può essere consumato. Se in luogo dell’acquavite si utilizza alcol puro, terminato il periodo d’infusione, si riduce la gradazione alcolica diluendo con uno sciroppo di acqua e zucchero.


L’olio di cardo: energetico
Oltre che a scopo energetico, l’olio di cardo potrebbe essere utilizzato anche a fini alimentari, poiché presenta tutte le caratteristiche tipiche di un olio destinato a tale scopo: rapporto tra acidi grassi insaturi e saturi di 17/3, rapporto acido linoleico/oleico di 1:8 e assenza di acido erucico. Inoltre l’alto contenuto di tocoferoli garantisce la stabilità ai fenomeni di ossidazione a carico degli acidi grassi polinsaturi. La notevole stabilità alle reazioni di ossidazione e l’alto contenuto in composti antiossidanti potrebbero presupporne l’uso anche nel settore cosmetico.

 

di Roberta Maresci

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