Resa famosa dalla dieta Dukan della principessa Kate, l’avena (Avena sativa) è un cereale con numerosi effetti benefici per la nostra salute. Antenata dell’avena è l’avena rossa selvatica (o avena bizantina), cereale di origine asiatica che appare in Europa verso il VI secolo a.C. A causa della facile deteriorabilità greci e romani la consideravano una “mala erba”, e la impiegavano quindi come alimento per il bestiame. Sarà solo con scozzesi, bretoni, tedeschi e scandinavi che l’avena verrà utilizzata come alimento; furono proprio gli scozzesi che portarono l’avena nel Nuovo Mondo. L’avena è quindi un alimento fondamentale nella dieta delle popolazioni nord-europee e, a seconda della lavorazione, viene consumata sotto forma di farine, fiocchi, semi. A differenza di altri cereali come frumento e orzo, anche lavorata, l’avena mantiene la crusca e il germe, che sono le parti del chicco in cui si trovano la maggior parte delle sostanze nutrienti. Presso il Dipartimento di nutrizione della University of Toronto si stanno studiando la possibile efficacia di saponine e acido fitico, componenti dell’avena, nella prevenzione del cancro. L’avena è grande alleata di fegato, intestino, apparato cardiaco, sistema nervoso. Dal 1963 oltre 30 studi clinici hanno esaminato l’effetto della crusca d’avena sui livelli di colesterolo utilizzando preparazioni a base di avena che contengono crusca. La stragrande maggioranza di questi studi dimostra che l’avena produce un effetto molto positivo sui livelli di colesterolo. In individui con livelli molto elevati di colesterolo (oltre 220 mg/dl) il consumo giornaliero dell’equivalente di 3 g di fibra solubile di avena abbassa il colesterolo totale dall’8 al 23%. Si tratta di un dato molto significativo, perché ogni diminuzione dell’1% del livello di colesterolo siero corrisponde a una diminuzione del 2% del rischio di sviluppare malattie cardiache. Consumando 1 porzione di crusca di avena si assumono circa 3 g di fibre: l’avena ha proprietà diuretiche e lassative che stimolano l’intestino pigro. Contiene inoltre un tipo di fibra solubile, il betaglucano, che quando si deposita nell’intestino intrappola il colesterolo di provenienza alimentare in un gel appiccicoso non assorbibile che attraversa l’intestino portando con sé il colesterolo.
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