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Aiuto, che brutta pagella!

Come affrontare un periodo di crisi nel rendimento scolastico di tuo figlio

Aiuto, che brutta pagella!

Con sempre maggiore frequenza si ascoltano genitori ansiosi e insegnanti preoccupati per l’aumento delle difficoltà di apprendimento dei ragazzi. Uno studente su cinque, come rivela una ricerca delle edizioni Il Mulino, attraversa nel corso della sua carriera scolastica momenti di crisi, nonostante studi il doppio degli altri, sia seguito dai genitori, vada a ripetizione ed esegua compiti a casa interminabili. In periodi come questi, è necessario un supporto in più, l’aiuto di qualche esperto, un’alleanza scuola-famiglia più forte. Ricordiamolo: avere dei problemi scolastici non significa che non si può imparare. Nella maggior parte dei casi vuol dire soltanto che è necessario cambiare l’approccio allo studio trovando nuove motivazioni, rinforzando la propria autostima, riscoprendo fiducia in se stessi e negli insegnanti. In altri casi occorre chiedere aiuto ai servizi di neuropsicologia per verificare se lo scarso profitto è causato da dislessia, deficit sensoriali, di attenzione o altre cause neuropsicologiche. Ma vediamo con l'aiuto della psicologa Sabrina Campione, esperta in apprendimento, quali sono le principali difficoltà che incontrano i ragazzi e come riformulare il patto scuola-studenti- famiglia per risolverle.

 

Cosa puoi fare

● Premia il raggiungimento di precisi criteri di prestazione: puoi lodare il ragazzo per un tema brevissimo con pochi errori se c’è stato notevole sforzo per eseguirlo.

● Stimola l'automonitoraggio: chiedigli com’è la sua attenzione in quel momento, perché è riuscito a fare i calcoli e non le frasi di grammatica. Così puoi percepire facilmente la sua competenza e le sue lacune per attivare un piano di recupero.

● Incoraggialo: è importante che tu gli ripeta che ce la può fare. Lodalo a ogni minimo obiettivo raggiunto.

● Premia l’avvicinamento alla meta: entusiasmo e voglia di apprendere aumentano quando comunichi a tuo figlio che hai fiducia nelle sue capacità.

● Facilita la consapevolezza delle sue difficoltà: poniti come un allenatore. Utilizza frasi come: “Fammi vedere come fai questo e dimmi cosa succede dentro di te quando lo stai facendo”. “Dove incontri difficoltà, dove ti blocchi?” In base alle risposte, tu e gli insegnanti potrete correggere l’atteggiamento da tenere.

● Collega la cultura all’esperienza: se spieghi a tuo figlio come una proporzione o un calcolo chiariscano l’economia domestica, avrai più probabilità di ottenere ascolto e comprensione.

● Richiedi continuamente il suo intervento durante lo svolgimento dei compiti senza rimproverarlo se sbaglia.

 

Cosa non devi fare

● Non colpevolizzare te e tanto meno il ragazzo per le difficoltà incontrate.

● Evita di eccedere in richieste o di sostituirti interamente allo studente nello svolgimento dei compiti.

● Non correggere ossessivamente ogni errore facendogli rilevare che è lento e impreciso nell’eseguire i compiti.

● Non paragonare tuo figlio agli altri facendogli notare che i compagni sono più svelti, determinati a studiare e risolvere problemi.

● Non considerarlo uno spettatore passivo durante la lettura, la ripetizione delle lezioni o un’eventuale spiegazione, altrimenti tenderà a delegare lo svolgimento dei compiti e non si impegnerà in prima persona.

● Non aspettare troppo tempo a chiedere aiuto agli insegnanti, perché possa recuperare il programma didattico.

di Maria Angela Masino
PARLIAMO DI: scuola, difficoltà

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